Una ricchezza condivisa per una dinamica evoluzione
Francesco Festa - Presidente ADACI
Persone, conoscenza e concretezza sono i filoni che il presidente Francesco Festa indica come indispensabili alla crescita, una realtà sulla quale si costruisce, giorno per giorno, l?innovazione di una professione che muta rapidamente e che comporta la capacità di adattarsi a situazioni e scenari continuamente diversi.
?Le persone sono il primo pilastro del nostro percorso, e con ciò intendo la ricchezza dell?esperienza e quella della personalità, l?aspetto conviviale e quello riflessivo, la conoscenza professionale e quella umana.
La convivialità è ancora assolutamente importante perché significa conoscenza dell?altro nella sua complessità e diversità. Ma è indubbio che lo scambio di esperienze professionali diventa sempre più importante. Oggi c?è molta più scientificità nella nostra professione: fino a qualche anno fa si privilegiava soprattutto l?aspetto negoziale e quindi l?analisi e l?indagine psicologica, ora invece, nella competitività globale siamo certamente più ?tecnici e metodologici?, quasi ?matematici.
Adaci ha sempre puntato sulla Formazione, con la F maiuscola, ribadendo l?importanza dell?aggiornamento costante su mercati, trend economici, tendenze dei prezzi di materie prime, semilavorati e servizi, ma anche sulle nuove metodologie, sulle tecniche e sugli strumenti di lavoro, in una parola sull?innovazione. Un patrimonio che cresce, si autoadatta alle diverse realtà aziendali e si trasforma e che attraverso l?associazione viene condiviso con l?obiettivo chiave di stare sempre al passo, se non anticipare, le tendenze e i mutamenti che caratterizzano il settore e che avvengono a ritmi straordinariamente rapidi e che quindi impongono capacità di reazione altrettanto rapide.
Il terzo importante pilastro sul quale si fonda l?evoluzione di Adaci: la capacità di dare concretezza ai grandi slogan che animano la scena del cambiamento: globalizzazione, internazionalizzazione, corporate social responsibility, sostenibilità, tanto per citarne alcuni. L?associazione ha il compito sempre più difficile e complesso, ma proprio per questo sempre più avvincente, di catalizzare e metabolizzare questi mutamenti, trasformandoli, attraverso incontri, dibattiti e attività, in un concreto bagaglio professionale, a disposizione di tutti i soci e della cosiddetta società civile.
Del resto è proprio questo approccio a consentirci di entrare sempre più efficacemente nelle università, negli osservatori e nel mondo delle imprese. La capacità di entrare nei fatti e non solo di parlare di concetti astratti, maturata negli anni, è anche capacità, come ci è stato riconosciuto da più parti, di anticipare molti dei grandi mutamenti.
Lungo il cammino anche le persone si muovono rapidamente:qualcuno si perde, qualcuno si affaccia con curiosità. Ai più anziani si chiede la capacità di trasmettere, con trasparenza e voglia di comunicare, il proprio bagaglio di vita professionale, ai giovani si chiede l?umiltà di raccoglierlo e farlo proprio e di dare il proprio contributo alla vita associativa. Fondamentale per tutti è avere come riferimento il change management, ovvero la capacità di ?cambiare la testa?.?o meglio??gestire bene il cambiare la testa?. Insomma, l?adattabilità necessaria a far sì che l?evoluzione non diventi fallimento ma sia uno sguardo sempre puntato al futuro con la consapevolezza di avere gli strumenti per affrontarlo.